Cambiamento climatico, la spina nel fianco dell’oggi e del domani

Siamo posizionati all’aperto.

Osservando l’orizzonte e pensando alla situazione ecologica mondiale. Precisamente su una panchina negli Stati Uniti, tra lo stato dell’Oregon e quello di Washington, vicino alla gola del fiume Columbia. L’area che ci ospita è interessata da un devastante incendio in corso da 10 giorni.

Non stiamo, purtroppo, guardando una scena di un film apocalittico, neanche un fotomontaggio con effetti speciali, attivati da un malcelato esempio di horror catastrofistico. Tre uomini, per completare la sceneggiatura, giocano noncuranti a golf vicino alla nona buca del campo di Beacon Rock. Dietro di loro enormi fiamme illuminano la scena con un colore rossastro e divorano, senza alcuna pietà, la collina, nella totale indifferenza dei pochi astanti, come se ci fosse una situazione più interessante da analizzare o altre cose più importanti da verificare.

È un momento molto significativo, immortalato nel settembre 2017, che ha fatto mediaticamente il giro del mondo ed è stato l’emblema della disperazione aggressiva della natura e della rassegnazione colpevole dell’umanità. La prima incauta responsabile di questo omicidio premeditato.

Il cambiamento climatico gioca brutti scherzi in tutto il mondo, creando delle accettazioni forzate o delle nuove abitudini, anche se spesso incongruenti.

Dipende anche, e soprattutto, da noi mettere in campo la nostra coscienza e le nostre attività di rivalsa, dato che la politica non riesce ad ascoltare questo forte rumore collettivo di chi denuncia la situazione.

Cosa fare?

Cominciando a utilizzare consapevolmente il carrello della spesa, senza pretendere quello che la natura non può offrire. Inoltre, avere la percezione che viviamo in tempi di Alzheimer di massa, in cui cerchiamo di rimuovere dalla mente tutto quello che ci crea una situazione di malessere personale. Alcuni affermano che sia per semplice autodifesa, io, come altri, sosteniamo invece che sia per pura ignoranza.

Di positivo, però, c’è che queste problematiche cominciano ad essere al centro dell’attenzione per un numero sempre maggiore di persone, ora diffuse anche con delle immagini di grande impatto. 

La scena precedentemente descritta è stata immortalata dalla signora Kristi McCluer, una fotografa amatoriale della zona dell’incendio, che inconsapevole ha sottoscritto una dichiarazione di guerra all’indifferenza sempre più colpevole e online è stata ripresa da oltre un milione di persone, che ne hanno diffuso l’emozione di stupore e di rifiuto. Alcuni hanno, inoltre, dichiarato che “nel pantheon delle metafore visive dell’America contemporanea, questo è il money shot, lo scatto che vale più di tutti”.

In un primo momento l’autrice era rimasta anonima, per rivelarsi solo dopo qualche giorno: McCluer è una semplice appassionata, che scatta fotografie per fare dei calendari da regalare agli amici. “Dopo aver fatto qualche foto sono andata dai giocatori e abbiamo parlato, non erano in pericolo”. Quello che non si vede, tra il campo e il fuoco, è proprio il fiume che separa nettamente le due zone. Ma questa precisazione non rende meno impattante l’immagine, forse solo meno pericoloso l’azzardo specifico.

Più che metafora delle contraddizioni locali, però, la foto racconta le condizioni climatiche sempre più estreme che il pianeta vive. Lo vediamo anche in Italia, dopo un’estate passata costellata di roghi e bombe d’acqua mortali.

Cerchiamo, quindi, di spegnere tutti gli incendi, sia quelli reali, che quelli emotivi, fino ad arrivare a una situazione di grande tranquillità ecologica; oppure raccoglieremo solo la cenere di una incontrollata cremazione della natura.