Agrimony – Aspen – Beech – Centaury – Cerato

1. AGRIMONY
TIPO PSICOLOGICO (La maschera)
(Allegria esagerata. Battute scherzose. Superficialità forzata. Evita discussioni).

È un tipo ipersensibile che ama il bello, l’armonia e la luce del sole, non sopporta le zone di ombra e tutto quello che è disarmonico all’esterno e all’interno di sé.
Non riuscendo ad accettare il polo oscuro di se stesso, nega la realtà che non gli piace. Nega, inoltre, i problemi e i conflitti soffocando le emozioni che, compresse di giorno, esplodono nella notte provocandogli una sensazione d’ansia. Una maschera sorridente di gioia e umorismo, copre l’ansia e il tormento.
È sempre gentile e corretto. Minimizza le difficoltà e dà importanza all’immagine esterna, recitando la parte di persona felice e senza problemi. Rimuove tutto ciò che giudica negativo, cercando di mantenere solo la parte positiva. Non riesce, pertanto, a comprendere l’intero che contiene sia la notte sia il giorno, la luce e il buio.
Essendo profondo e sensibile, subisce il dolore del mondo e non riesce a conciliarlo con la fiducia nella vita.
Si preoccupa del giudizio degli altri, che non devono vedere le sue debolezze e i suoi conflitti interiori, avendo paura di perderne l’amore e la stima perché teme che non possano accettare il suo lato oscuro.
In molti casi subisce l’influenza della madre che sente il dovere di accontentare. Infatti, temendone il giudizio, rinuncia a quello che desidera per soddisfare le sue aspettative.
Tende a non concludere i progetti iniziati e a non considerare importanti gli accordi presi, per cui può essere considerato inaffidabile. Accetta, infatti, gli impegni per gentilezza, ma non conclude quanto promesso.
Può raccontare bugie per nascondere delle verità che potrebbero portare a discussioni, oppure tralascia gli aspetti meno positivi per non turbare i rapporti.
È l’amico ideale nella compagnia, ma ha difficoltà a esprimere quello che realmente pensa, soprattutto se deve dire qualche cosa che potrebbe creare dei conflitti, avendo paura di essere emarginato dal gruppo poiché teme la solitudine e il silenzio.
Può avere pensieri autolesionistici ed arrivare a compiere gesti estremi. Può anche avere dei vizi segreti e delle dipendenze da sostanze. Ama il cibo e la buona cucina e, spesso, ha un forte appetito anche sessuale.
Combatte il gusto acre e le ansie della vita cercandone i piaceri e le emozioni, però dopo torna il tormento interiore. È attratto da persone dello stesso tipo, con cui è difficile entrare in conflitto.
È il tipico bravo ragazzo perfetto, gentile, sorridente, ben vestito. Abbina i colori che non devono stonare e non è mai in disordine. Cerca il ristorante raffinato, ordina il vino o un piatto pregiato, spesso adora il pesce. Generalmente non riesce a seguire una dieta perché l’inquietudine lo porta a sfogarsi sul cibo.
In caso di discussioni o litigi, seda gli animi non tollerando l’emotività che si viene a creare. Si adatta alle persone e trova sempre le parole giuste per piacere agli altri, farebbe qualsiasi cosa per non deprimerli con i suoi problemi. Anche in caso di grave malattia, ne parla con leggerezza.
Si attira una famiglia che ama le convenzioni. La madre ha una forte influenza e fa pressioni perché il figlio dia molte attenzioni agli aspetti esteriori della vita, facendo paragoni con gli altri.
I bambini sono bravi, si consolano con poco e cedono facilmente con gli adulti e con gli altri bambini. Fingono che tutto vada bene, amano i bei vestiti, ridono molto facendo battute.
Sembrano sciocchini e superficiali. Possono raccontare bugie per evitare i conflitti volendo essere sicuri di ottenere l’affetto di cui hanno bisogno, ma poi rosicchiano le unghie, si grattano, si toccano i capelli o mangiano in continuazione.
Possono essere dipendenti da caramelle, cioccolato, pannolini vogliono accontentare tutti, soprattutto la madre.
Bisogna dara loro amore senza comunicare giudizi e le correzioni devono essere affettuose e gentili.
Non bisogna confrontarli con altri bambini, ma accettarli per come sono e occorre farli confidare dicendo quello che non va.

FISIOGNOMICA
La parte più importante è il volto. La mandibola è triangolare e pronunciata. È evidente una tensione nella zona della bocca, che domina il viso, e del mento, che è appuntito. Il sorriso è tirato e non accogliente e comunica la sensazione di una maschera.
I denti sono ben allineati e visibili. Il sorriso è marcato e potente, ma malinconico.
Gli occhi celano la tristezza, come se l’allegria servisse a tornare bambini, senza le regole e le imposizioni del mondo degli adulti.

BOTANICA
Regno: Plantae, Divisione: Magnoliophyta, Classe: Magnoliopsida, Ordine: Rosales, Famiglia: Rosaceae, Genere: Agrimonia, Specie: Agrimonia eupatoria
L’Agrimonia fa parte della famiglia delle rosacee. Pianta erbacea perenne dai fiorellini gialli. In Italia è comune. È alta da 30 a 130 cm. Terreni calcarei in cui le piante non si ammassano. Non tollera terreni acidi e in ombra. La punta dei fiori gialli si eleva sopra l’erba circostante. Fiorisce da giugno a settembre. I fiori si dispongono uno sull’altro su un asse fiorifero principale. 5 perali leggeri con molti stami fioritura con movimento a spirale dal basso verso l’alto.
Il calice dei fiori porta una corona di fiori uncinati e duri.
I petali aperti nascondono i fiori uncinati.
Il frutto ha una forma di campanella contenenti due acheni uncinati si attaccano al pelo degli animali o agli abiti delle persone che in questo modo li trasportano favorendone la disseminazione. Stelo eretto, pubescente coperto da una ruvida peluria. Cilindrico lineare poco ramificato. Esuberante e sensibile.
Il rizoma è forte, breve e verticale. Accumula zuccheri che potranno servire in inverno. Nella radice c’è forza. Le foglie hanno il picciolo e sono imparipennate. Assomigliano alla penna di un uccello, la pagina superiore è di un verde intenso, quella inferiore ha un colore grigio e biancastro per la presenza di peli. Man mano che si sviluppa in altezza lo scapo fogliare le foglie si riducono trasformandosi in brattee. Il colore degli acheni e delle foglie è viola. La forma può variare in base al luogo in cui cresce.
Nella medicina popolare veniva utilizzata come coleretico e colagogo, nell’insufficienza e nella congestione epatica, nella colelitiasi nelle enteriti catarrali, nelle gastriti catarrali croniche.
In erboristeria è utilizzata con l’estratto fluido contro le infiammazioni della gola e della bocca, per trattare le congiuntiviti. In fitoterapia si usa come regolatore delle funzioni epatiche.

UTILIZZI
È usato per: dolori, bruciori, infiammazioni, pruriti, cistite, dolori da dentizione, cefalea, dolori muscolari, insonnia, stati di ansia, disturbi digestivi, ascessi, disturbi della pelle, disturbi alle vie respiratorie, ulcera, punture d’insetti, dipendenze

ANCORAGGIO
IL LETTO CON LA COPERTA DI UNO.
Sono quasi le ventitré e ho un sonno devastante.
Ho fatto di tutto per stancarmi, sia fisicamente che mentalmente e ci sono riuscito.
Ho, però, ugualmente paura di andare a letto. Nessuno lo sa….. ma ho sempre più paura.
Nel buio e nel sonno anche i leoni che mi accompagnano nella mente perdono d’imponenza, diventano due micini sonnacchiosi che giocano tra loro e mi lasciano andare verso il buco delle mie emozioni più nere. Il buco che faccio sempre più fatica a coprire alle prime luci del mattino, il buco in cui gli scheletri dei miei pensieri hanno bisogno di strati sempre più profondi di terra isolante, il mio isolante onirico.

La testa sta avvallando il cuscino. È fresco….. per pochi secondi….. poi è caldo. La testa sul cuscino fa partire un vortice di spiriti, come nel momento dello sdraio sul letto dopo un’ubriacatura.
È l’interruttore della mia centrifuga. Il sorriso si spegne, quel maledetto sorriso che mi fa da compagnia tutta la giornata. Il sorriso alla luce, il saluto al sole, la carezza della felicità, il rifugio la zattera l’isola il salvagente di chi evita l’ombra nera finale del film di Ghost. L’ombra non esiste, la luce mi piace anche se spesso porto gli occhiali e la barba neri. I fotoni mi accarezzano, mi circondano togliendomi le ombre, togliendo i grigi, lasciando i bianchi e qualche un po’ meno bianchi…ma non neri.

L’interruttore fa il suo clic…e lo scuro arriva…..la faccia si gira e i lineamenti non sono quelli che spero alla sera…..non sono quelli per cui vado a riposarmi….sono quelli che si sono nascosti alla luce. Ma ci sono sempre.

Gli occhi si socchiudono e la mente si schiude.

Non riesco a scappare dall’uno del Bit.
Mi crogiolo negli zeri. Tutti zeri ha un valore altissimo. Tutti zeri con qualche uno ha un valore alto. Tutti zeri con molti uno ha un valore basso. Tutti uno è la morsa al cuore, il pianto che non fa calare la pressione, che non vuole consolazione, che non è l’alba del sorriso, che è il tramonto della speranza.

Sto nuotando negli uno. Mi pungono. Stracciano la garza bianca incollata sul corpo. Fanno uscire la polvere che cerco di mettere sotto al tappeto del mio cuore. Sotto al tappeto lo strato è ormai molto alto…e il terremoto della notte lo fa sussultare. Ondulatorio. Sussultorio.
Si muove sempre più veloce. Sempre più forte. Sul letto sudo. Mi agito. Tremo. Gli uno esistono. Il nero esiste. Il pianto esiste. La tristezza ESISTE. Non posso evitarlo, come fosse una strada che si potesse non percorrere.
BASTA.
Giro il volante…entro nella galleria….ma accendo le luci di posizione, gli anabbaglianti, gli abbaglianti la luce aumenta…..Mi sveglio….E’ l’alba……Sorrido…… E mi alzo dal letto.


2. ASPEN
TIPO PSICOLOGICO (La paura)
(Paure indefinite. Percezioni. Angosce inspiegabili. Mancanza di centratura).

È una persona sensibile e con capacità sensitive. Riesce a percepire delle cose che normalmente non si sentono, come se avesse un’antenna sempre sintonizzata e senza un filtro che possa selezionare i messaggi.
Sente di tutto, anche ciò che non serve. È talmente sensibile alle influenze positive e negative che può stare molto male in certi ambienti, perché capta delle energie negative.
Il suo momento peggiore della giornata è la notte, perché il buio e il silenzio portano messaggi lontani e sensazioni strane.
Spesso ha la percezione che stia per succedere qualche cosa e questo gli crea timori. Può anche sentire presenze o entità strane e non riesce a stare in un ambiente teso, perché ne assorbe le tensioni.
La paura è vaga e imprecisa e non ne parla perché non la saprebbe spiegare. Può sentirsi attratto da tutto quello che è magico e occulto, ma ne ha timore e vorrebbe razionalizzare quello che gli succede.
La sua parte ombra interiore prende forza con facilità, bastando pochi stimoli esterni.
Ama la compagnia, però capta gli stati d’animo degli altri, per cui soffre se c’è troppa gente.
I bambini sono sensibili, hanno paura del buio, dei fantasmi, delle streghe e faticano ad addormentarsi perché ogni rumore fa immaginare loro mostri o situazioni minacciose. È importante non alimentare i loro timori.

FISIOGNOMICA
La parte più significativa sono gli occhi, che sono attraversati da un sottile velo scuro, come se un sipario volesse trattenere la luce.

BOTANICA
Regno: Plantae, Divisione: Magnoliophyta, Classe: Magnoliopsida, Ordine: Salicales, Famiglia: Salicaceae, Genere: Populus, Specie: Populus Tremula.
Il pioppo tremulo fa parte della famiglia delle Salicacee. Cresce in tutta Europa, ma si trova anche nell’Africa del nord, prediligendo ambienti collinari e di montagna e boschi di latifoglie.
È una pianta pioniera. A nord è spesso il primo albero a spuntare su terreno aperto.
Per la sua capacità di adattamento viene impiegato per il rimboscamento dei terreni nudi di montagna. È un albero delicato sottile e esile alto 20-25 metri e ha una vita breve, circa 60 anni. La chioma leggera, non fitta. Ha bisogno di luce e teme l’oscurità. È uno dei primi alberi che fiorisce in primavera. I fiori maschi e femmina crescono su alberi separati. I frutti sono capsule e quando si rompono a maggio liberano i semi pelosi. Se il terreno è umido possono germogliare anche in un giorno. È di natura extrasensibile. Le radici sono superficiali. Mette polloni dalle radici. Le foglie sono decidue e rotondeggianti, verdi nella pagina superiore e grigie in quella inferiore che inizialmente è lanuginosa poi diventa glabra. In autunno diventa di colore giallo oro. Il picciolo è lungo come le foglie, sottile e piatto per questo le foglie sono molto mobili al minimo soffio di vento.
La corteccia essiccata, contenente tannino e salicina, come quella di altri pioppi, possiede azione febbrifuga.

UTILIZZI
È un’essenza protettiva e ansiolitica. Agisce sul sistema neurovegetativo e sul plesso solare.
Viene usato per ansia, sonnambulismo e insonnia, paure e angosce indefinite, percezioni, tachicardia, palpitazioni, incubi, morbo di Parkinson, tremori interni ed esterni, blocchi allo stomaco.

ANCORAGGIO
L’ANTENNA TREMANTE.
L’osservatorio è a due chilometri. Sento già agitazione. Finalmente è l’obiettivo di molti anni di tensioni, di paure, del mistero che mi sta accompagnando dalla mia adolescenza.
Ho le antenne dritte….. quelle stesse antenne che mi hanno reso la vita impossibile.
Capto tutte le emozioni, i sentimenti, le paure, la rabbia. Non posso entrare in alcun posto che tutte le voci mi parlano all’orecchio. E non solo quelle delle donne, come in quel film di qualche anno fa. Le voci di tutti, anche di chi non è più tra noi.
Sento tutto e aumenta la paura….non ho mai saputo cosa fare……era la mia testa o erano vere le voci che ascoltavo?
Mi vogliono parlare o mi sono solamente intromesso nell’etere?

Paura, sempre paura….e di cosa?
Non lo so. Di non restare attaccato alla terra? Di levitare lungo le emozioni?
Non so e non m’interessa. Dopo, la paura rimane….. ed è solo la terribile attesa del prossimo momento di ansia.

Ecco il cartello dell’osservatorio.
Il radio telescopio mi aspetta. È la mia ultima speranza, l’antenna che voglio utilizzare per captare, una volta per sempre, tutto quello che mi sta attorno. Tutto quello che potrebbe arrivare in futuro. Tutto quello che mi da e darà ansia: se non ci sono più incognite, non c’è più attesa e non c’è più ansia.
Si bevono tutti i liquori per non aver più curiosità di bere. Si fanno tutte le esperienze per non subire la novità che non si ha ancora elaborato. Si sentono tutte le emozioni per togliere per sempre l’ansia.
Non rimarrò più ad aspettare, tremando, che appaia all’orizzonte la nuova emozione. Chi non aspetta, non ha più paura dello sconosciuto. Tutto è sotto controllo.

Entro nell’osservatorio. Mi stanno aspettando. Mi collegano all’antenna. Incomincio a vibrare….tutte le emozioni diverse percorrono ogni meridiano energetico del mio corpo.
Ecco le emozioni terrestri…… ecco le emozioni dello spazio….. le sento ….. mi aprono il cuore….. mi commuovono…. passano tutte ….. le digerisco….. le elaboro….. le archivio.
Nulla mi è più sconosciuto. So tutto.
Non ho più ansia.

E ora?
Ho sentito veramente tutto? Siamo sicuri? E se mi è sfuggito qualche cosa? Se mi arriva un’emozione che non ho mai provato? A chi lo racconto? Cosa posso fare?
Ho paura.


3. BEECH
TIPO PSICOLOGICO (La superbia)
(Intransigente. Pignolo. Intollerante. Instabile).

È arrogante, polemico ed eccessivamente critico verso gli altri. Pieno di pregiudizi e giudizi, può arrivare al disprezzo. È molto sensibile e sa di essere vulnerabile; infatti ferite antiche lo rendono insicuro e con scarsa autostima. Eleva barriere di protezione e cerca di mandare tutta la negatività all’esterno, apparendo forte e sicuro di sé. Vede subito i difetti degli altri e li colpisce nei punti deboli. Coglie ogni minima stonatura e non gli sfugge niente. Particolarmente intollerante, reagisce in modo esagerato alle situazioni che rifiuta; se riceve delle critiche non le accetta, si chiude e interrompe i rapporti. I sentimenti sono bloccati, non s’immedesima negli altri, non c’è compassione, né comprensione. Concepisce un unico modo di essere: il suo. Ha un bisogno assoluto di cancellare la libertà di espressione altrui. È intollerante verso tutto ciò che non si adatta alle sue idee e alla sua ristretta visione delle cose, è irremovibile. S’irrigidisce nei suoi giudizi, difficilmente si rivede e cambia idea. La caratteristica è l’arroganza che sfocia nella rabbia.
È guidato da una saggezza interiore che lo rende previdente e accorto nelle scelte che lo riguardano, quelle che preservano la sua istintività, ma sfocia spesso in un’aggressività esagerata quando gli altri hanno altri modi di interpretare il mondo. Hanno, però, la capacità di vedere immediatamente le cose che non vanno bene e che bisogna correggere.
I bambini hanno sempre da criticare e da dire su tutto, che è come non dovrebbe essere. Sono attaccabrighe prepotenti e possono arrivare a picchiarsi con i compagni.
Questi bambini sono sensibili, hanno molto bisogno di apprezzamenti e di affetto causa la loro fragilità di fondo. Hanno bisogno di sentire che il sentimento non è debolezza ma forza, per cui non hanno la necessità di essere aggressivi e di proteggersi.
In realtà sono molto sensibili e la sbruffoneria e l’arroganza sono il loro modo per sentirsi forti: occorre far loro capire che non ne hanno bisogno.

FISIOGNOMICA
Il corpo fisico è compatto, la schiena è rigida, il petto è gonfio e in fuori.

BOTANICA
Regno: Plantae, Divisione: Magnoliophyta, Classe: Magnoliopsida, Ordine: Fagales, Famiglia: Fagaceae, Genere: Fagus, Specie: Fagus. Sylvatica
Il Faggio selvatico appartiene alla famiglia delle Fagacee. È diffuso nei paese dell’Europa Occidentale, fino alla Polonia e al Mar Nero, cresce allo stato spontaneo in tutte le regioni italiane fino a 2000 metri di quota.
È una pianta decidua che può raggiungere fino ai 40 metri di altezza. Ha un lento accrescimento, ma è molto longevo, potendo superare i 200 anni di età. Tiene lontano piante rampicanti o parassiti grazie alle proprietà dell’olio di creosoto contenuto nel suo legno.
Compete con gli altri alberi e ne esce vincitore anche grazie alla sua chioma molto ampia.
Fiorisce in aprile e maggio. I fiori maschili e femminili sono sulla stessa pianta, ma in posizione diversa. I fiori femminili maturano per primi, sono corti e tondeggianti eretti, rosso verdastri, chiusi in una capsula spinosa non pungente. Quelli maschili sono riuniti in amenti tondi e penduli, con sepali pelosi e stami. Fioriscono solo le piante di oltre trenta anni.
I frutti sono grossi acheni commestibili, contenuti in un guscio legnoso debolmente spinoso. Il tronco è imponente
Veniva utilizzata dalla medicina popolare la corteccia, come decotto, in caso di febbre.

UTILIZZI
Si utilizza per trattare allergie, intolleranze, dolori articolari, tensioni muscolari, tosse grassa, utilizzo di protesi interne ed esterne (occhiali, lenti a contatti, ecc.). Migliora l’adattabilità.

ANCORAGGIO
NON TI AVVICINARE.
Eccola lì, l’odore non m’ingannava. Superata la salita, passato sotto la rete, evitato il cane che, come il solito sta dormendo, mi avvicino alla pianta di cipolla.
Un odore meraviglioso denso di zolfo e di energia. Non mi stancherei mai di annusarlo, ma devo fare in fretta. Lo stupido cane potrebbe svegliarsi e costringermi a fargli del male.
E non vorrei farlo. Tutti gli animali dovrebbero vivere, anche i più stupidi come i cani.
Ma non se ne accorgono che sono diventati degli schiavi?
Difendono cose non loro. Scodinzolano e leccano le mani per una ciotola di croccantini. Non sono più capaci di trovare il cibo.
Proprio stupidi.
Ecco la pianta. Aspetta, la annuso ancora un po’ e poi la assaporo.
Certo i cani sono stupidi….e i gatti?
Ancora peggio. Chiusi in casa, grassi come maiali, costretti a fare due fusa sempre per lo stesso motivo: il cibo….che devono elemosinare.
Incomincio a sgranocchiare….. buonissima. Il liquido mi scende in gola forte, intenso, denso e aromatico.
Niente di meglio di una bella piantina di cipolla rubata. Doppiamente gustosa.
Cani, Gatti, Maiali. Tutti schiavi di un qualche grammo di mangime artificiale, creato per ingrassare o per rendere dipendenti da medicine costosissime.
Mah. In realtà non riesco a trovare animali intelligenti.
Siamo alla seconda piantina di cipolla. Non credo esista un piacere più grande…..ora continuo, approfittando della notte e della stupidità del cane.
Lo inganno quando voglio. Sono io il più intelligente. Quello che ha capito tutto.
Non mi faccio avvicinare da nessuno. Che ci provino solo a non essere d’accordo con me. Li colpisco da lontano con i miei argomenti pungenti, e se riescono a evitarli non importa, non riusciranno mai ad avvicinarsi troppo a me. Mi devo sempre difendere…non posso mostrare alcuna debolezza.

Ecco, anche l’ultima piantina di cipolla è nel mio stomaco. Ora posso andare, per questa notte ho mangiato abbastanza. Ritorno nella mia tana che mi aiuta a difendermi da qualsiasi influenza esterna.
Bene…ora vado.
Lo stupido cane dorme ancora…..per sua fortuna, altrimenti lo avrei colpito con i miei aculei.
Nessun cane può far male a ……un ISTRICE.

4. CENTAURY
TIPO PSICOLOGICO (Lo zerbino)
(Annullamento di se stesso. Sottomissione. Totale dedizione. Frustrazione. Mancanza di centratura).

È una persona sensibile ai bisogni degli altri e desidera soddisfarli, essere di aiuto. La persona è debole e facilmente influenzabile; tende a legarsi con persone dominanti per le quali è disposta a sacrificarsi. Preferisce obbedire ed eseguire piuttosto che comandare e decidere. Ha difficoltà nello stabilire i limiti tra sé e il mondo circostante. Si lascia invadere dalle richieste altrui e può arrivare alla completa sottomissione. Sempre accondiscendente dice a se stesso che non vuole fare soffrire l’altro. Esiste non per se stesso, ma in funzione degli altri, dai quali attende riconoscenza, approvazione e considerazione. L’unico modo che riconosce per affermare se stesso è quello di soddisfare i bisogni altrui. Cerca disperatamente la loro accettazione, ha paura del rifiuto e della solitudine.
Negando i propri bisogni, dimentica il suo compito, tutto preso dal mettersi a disposizione. Questo lo indebolisce ulteriormente e lo rende dipendente dalla gratificazione che cerca da parte di coloro per cui si sacrifica.
Soffre se non riesce ad accontentare gli altri, avendo un grande bisogno di approvazione. Un niente lo turba e lo ferisce, è molto sensibile a lodi e rimproveri. Non sa ricevere, anche se ne sente il bisogno.
Abusa delle proprie forze. Gli altri si abituano, dando per scontati i suoi servigi.
Può sentirsi svuotato se sente che non c’è scambio, di non ricevere quello che si merita.
Sente salire la rabbia che però manifesta in rari momenti perché viene subito bloccato dal senso di colpa.
Il blocco è nell’autoaffermazione. Nel blocco della personalità, nell’io e non nella volontà che è invece una qualità del tipo psicologico.
Sa sottoporsi a grandi sforzi anche quando si sente molto stanco. È costantemente operoso per cui brucia energia fino allo sfinimento.
Si attira sempre delle situazioni in cui incontra delle persone dominanti.
La sua trasformazione coinvolge anche coloro che gli stanno vicino che, dopo un’iniziale meraviglia, lo terranno in maggiore considerazione, quando riscontreranno una minore disponibilità.
Come modo di fare è gentile e disponibile, sa mettere gli altri a loro agio, si siede in disparte. Non sa dire mai di no, per cui è sempre in moto pieno di servizi da svolgere. Mette come priorità il lavoro per gli altri rispetto al tempo del riposo.
I bambini sono servizievoli, amano aiutare gli altri e questo li fa sentire a loro agio. Però soffrono quanto gli altri se ne approfittano. Pensano che facendo tutto correttamente saranno amati di più e non riescono a mettere dei confini nel loro territorio. Sono eccessivamente sensibili a elogi e rimproveri. Hanno bisogno di sentirsi amati indipendentemente dai servizi che svolgono.
Devono essere corretti sempre molto dolcemente. Hanno bisogno di lodi, ma senza esagerazioni per non spingerli ad azioni troppo servizievoli.
Bisogna fare loro dei complimenti per le qualità che possiedono, ma che non dipendono dal loro impegno.

FISIOGNOMICA
È aggraziato, le spalle sono piccole e tese. Il collo è sottile, l’insieme del volto esprime sensibilità di sentimenti.
La struttura è minuta ma nello stesso tempo tenace. I fianchi come le spalle possono essere stretti.
La schiena è rigida, è difficilmente grasso. Il tono della voce è lamentoso.

BOTANICA
Regno: Plantae, Divisione: Magnoliophyta, Classe: Magnoliopsida, Ordine: Gentianales, Famiglia: Gentianaceae, Genere: Centarium, Specie: Centarium Erythraea.
La Centaurea minore fa parte della famiglia delle Genzianacee. È una pianta annuale o biennale, alta da 5 a 50 cm, che preferisce i terreni calcarei e non tollera l’ombra.
Cresce nei suoli poco fertili fino a 1500 metri di altezza, adattandosi all’ambiente.
Fiorisce da fine giugno a inizio settembre. I fiori, piccole stelle rosa, sono a corimbo e formano come un ombrello.
Il gambo è eretto quadrangolare. La radice è un fittone con radichette laterali.
Nella medicina popolare veniva utilizzata con l’infuso come digestivo, per disturbi gastrici e febbrifugo. Sempre come infuso, per lavaggi in caso di problemi di pelle arrossata ed eruzioni cutanee.

UTILIZZI
Si utilizza per la fluidità delle vie biliari, per l’insufficienza venosa cronica, per problemi dello stomaco e per un calo energetico. È un rimedio che tonifica e rinvigorisce a livello fisico e, applicato localmente, riattiva e riabilita una zona. Rinforza anche la struttura psichica.

ANCORAGGIO
DOMANI SI CAMBIA.
Il Capitano prese la parole con fare solennemente militaresco.
“Sono veramente onorato di poter salutare l’ultimo giorno di lavoro del Maresciallo Raimondi. Il militare per definizione, il punto di riferimento di chi, soprattutto in questi anni molto complicati, è desideroso di mettersi al servizio della Nazione.
Il Maresciallo Raimondi ha servito l’Esercito Italiano per quarant’anni della sua vita. Mai una nota di demerito, mai un servizio lasciato incompiuto, mai un ordine non eseguito.
Posso parlare anche a nome degli ufficiali che mi hanno preceduto. La prima cosa che un ufficiale diceva a chi lo sostituiva era che del Maresciallo Raimondi ci si poteva fidare ciecamente……..”.

L’eloquio e l’elogio stavano continuando in modo marzialmente incessante. Il Maresciallo Raimondi, oggetto di tutto il discorso, ascoltava, apparentemente impassibile. Con uno sguardo che raccontava dell’assoluta normalità delle sue azioni e dell’eccessiva cerimoniosità che accompagnava il suo ultimo giorno di lavoro.
Dal giorno dopo, sarebbe passato alla vita borghese.
Gli occhi dicevano questo.
La mente ricordava altro: gli sgarbi che gli avevano fatto molti degli ufficiali, che in questo momento erano rappresentati dal Capitano.
I pianti nella sua camera della caserma, senza ovviamente farsi vedere da alcuno, per la sua insoddisfazione.
Ma come, faceva di tutto per ubbidire in modo efficace ed efficiente e la frase più lunga di ringraziamento era un “Grazie Maresciallo” che non lo soddisfaceva minimamente.
Non era solo un Maresciallo….un normale militare. Era il maresciallo Raimondi, che viveva per la caserma, per sentirsi facente parte di un grande gruppo in cui ognuno aveva la sua funzione, chi comandava e chi ubbidiva.
E per lui la soddisfazione massima era ubbidire e avere il riconoscimento della sua ubbidienza.
Spesso, però, questi riconoscimenti non erano arrivati e lui ci soffriva enormemente.

Il Capitano continuava e continuava. Erano solo pregi quelli del Maresciallo Raimondi.

Vi costava tanto dirmelo? Lo devo sapere solo il mio ultimo giorno di lavoro? O lo dite solo perché bisogna farlo?

Ecco. Il Capitano aveva finito. Gli applausi dei colleghi. Alcuni di questi lo so che non aspettavano altro che me ne andassi per prendere il mio posto. Ma è normale così.

È finita….da domani sarò in borghese. Non ho famiglia. Sono solo.
A chi ubbidirò?


5. CERATO
TIPO PSICOLOGICO (L’incertezza)
(Insicurezza. Non si fida delle proprie capacità e intuizioni. Chiede sempre. Inconcludente. Vampiro energetico).

È sensibile, ha una sua saggezza interna, conosce molto e sa in anticipo la risposta alle sue stesse domande.
L’intuito è forte, ma non riesce a seguire le sue intenzioni e finisce per essere una persona incerta. Si affida alla parte razionale che spesso è in contrasto con la sua voce interiore.
I condizionamenti lo portano ad avere delle convinzioni che sono differenti dalle sue percezioni e cerca delle conferme all’esterno, avendo bisogno dell’approvazione altrui.
Nega la parte profonda e dubita delle sue intuizioni e doti e cerca all’esterno delle spiegazioni.
È avido d’informazioni. Le sue domande sono dettagliate e spesso estenuanti per l’interlocutore.
Tende a rimandare le scelte, in attesa di una maggiore chiarezza, mentre continua a informarsi.
Non dà seguito alle sue idee e diventa insicuro.
Tende a imitare il comportamento degli altri piuttosto che ad esprimere la propria individualità.
Il suo potere decisionale è indebolito, vive nell’incertezza. Basta sentire un parere contrario per mettere tutto in discussione.
Prova più piacere a conoscere le cose che a utilizzarle, ma il suo sapere diventa sterile. È faticoso, infatti, portare nella vita concreta quello che sa.
Teme il cambiamento, è schiavo delle convinzioni sociali e tende al conformismo. Tiene molto alla forma.
Può intraprendere delle cose, ma è incostante e sono poche quelle che porta a termine.
La sua caratteristica è l’intuizione che, però, spesso non viene seguita. Manda avanti gli altri e sta in seconda linea, non ama buttarsi. Fatica a prendere decisioni. Consiglia tutti. Vive solo della dimensione intellettuale senza mescolarsi con la materia.
Si sente incerto e indeciso. Non sa mai quello che è meglio fare.
Il bambino chiede sempre conferme, vuole sapere se quello che ha fatto va bene perché non si fida di se stesso.
Si sente diverso dagli altri e ha paura di essere escluso allora cerca di conformarsi. La fase cerato dei bambini è la fase dei perché. Ha bisogno di capire per accrescere la sua sicurezza.

FISIOGNOMICA
È un tipo fine e aggraziato, lineamenti dolci, fronte ampia, occhi curiosi. Il viso è quadrato con rughe orizzontali sulla fronte. L’aspetto è riflessivo sempre in cerca di conferme.

BOTANICA
Regno: Plantae, Divisione: Magnoliophyta, Classe: Magnoliopsida, Ordine: Plumbaginales, Famiglia: Plumbaginaceae, Genere: Ceratostigma, Specie: Ceratostigma Willmottiana.
La Piombaggine appartiene alla famiglia delle Plumbaminacee. È una pianta asiatica che si è ambientata in Europa e viene coltivata nei giardini. È un piccolo arbusto perenne che può arrivare a un metro di altezza.
Fiorisce da luglio a inizio ottobre. I fiori nascono su rami nuovi a infiorescenze a grappolo, hanno una corolla di colore blu intenso con un filo di rosso al centro bianche. La pianta ha una lunga fioritura, i fiori, però, durano un solo giorno. La pianta si propaga per talea. Le foglie sono caduche, di un colore verde scuro. È una pianta senza odore.

UTILIZZI
Dolori migranti. Problemi digestivi. Edemi

ANCORAGGIO
LA SCELTA.
“Scusa Antonio, pensi veramente che sia la scelta migliore?”.
“Massimo, è la terza volta che me lo chiedi. Ti ripeto che in America fanno così e anche qui in Italia si sta incominciando a usare questo sistema”.
“Lo so, lo so. Te l’ho già chiesto e tu me l’hai già detto. Voglio essere, però, proprio sicuro di non stare facendo qualche cosa di strano”.
“Ragiona Massimo. Queste sono le novità già provate e riprovate, con tutti i protocolli del caso. Ma non ci sono problemi, se non sei convinto, non cambiare il tuo modo di operare e lascia perdere le novità americane. Chi lascia la strada vecchia….”.
“Hai ragione, non voglio cambiare. Mi sono trovato sempre bene col vecchio sistema, perché dovrei andare a cercare di complicarmi la vita con queste novità? Saranno state provate bene? Non ci potrebbero essere delle complicazione a lungo andare? Continuerò come ho sempre fatto”.
“Bravo…… Scusa mi stanno chiamando al telefono”.
“Ciao Roberto, dimmi…….. Sì, sono con Massimo e stiamo parlando delle novità americane….. Ah, anche tu le applichi? E come ti trovi?….. Ho capito, allora sei andato bene. E controindicazioni? …… Nessuna. Ma non è da molto che lo stanno provando. Ah, in realtà è da molti anni, anche se ufficialmente è da meno tempo. Ho capito, allora ci si vede alla prossima riunione. Ciao”.
“Quindi, anche Roberto ha cambiato metodo. Accidenti Antonio, non so cosa fare. Vorrei continuare come ho sempre fatto, ma non so decidermi. Non voglio rimanere indietro con le novità, mi sentirei obsoleto”.
“Scusa Massimo, cosa vuol dire sentirsi obsoleto. Ognuno di noi deve continuare lungo la strada in cui si sente più sicuro. Non bisogna cambiare metodo se non sei convinto, rischi di non far bene il tuo lavoro.”.
“Lo so Antonio, ma mi conosci, non riesco mai a decidermi. Anche quando sono in mezzo all’operazione ho dei dubbi, non so se prendere una strada o l’altra. Il problema è che non posso chiedere. Farei una brutta figura e non posso permettermelo.
Parto sicuro di me, poi, dopo poco che ho incominciato, incominciano i dubbi che non si fermano più. Questi blocchi ogni tanto mi portano a fare delle cazzate, ma sono convinto che nessuno finora se ne sia accorto”.
“Speriamo Massimo. Aspetta, penso che ti stiano venendo a chiamare….”.
“Dottor Arnaudi…… la sala operatoria è pronta, può venire”.
“Grazie Caterina…..Ciao Antonio, penso che cambierò strada ……. forse”.
“Ciao Massimo”.